Colonie di salpe stanno invadendo il Nord Adriatico

A inizio giugno, un articolo di un giornale locale[1] ha attirato l’attenzione di Bluefarm. L’articolo, basato su un’intervista con Alessandro Ferro, il Presidente della cooperativa di pescatori “Pilamare”, descriveva la presenza massiccia di “organismi gelatinosi” nell’area di attività della cooperativa, rappresentata in Figura 1.

Fig. 1. Area di pesca di interesse della Cooperativa Pilamare.

La noce di mare (Mnemiopsis leidyi), una delle specie invasive non-indigene studiate dal progetto ALIENA, veniva menzionata come una delle specie costituenti la massa gelatinosa, che, finendo nelle reti, le intasava a tal punto da impedire l’entrata del pesce e, in alcuni casi, ne provocava la rottura, con notevoli danni economici. Per questa ragione i pescatori avevano deciso di interrompere l’attività di pesca. I ricercatori di Bluefarm hanno quindi contattato Alessandro e si sono incontrati con lui e gli altri pescatori a Pila il 13 Luglio 2026.

La presenza di macro-zooplankton gelatinoso è ben documentata da foto e video raccolti dai dai pescatori ma una rapida indagine dei campioni raccolti ha rivelato che la principale responsabile del blocco delle attività di pesca è una specie dell’ordine Salpida, comunemente note come salpe, come si vede in Fig. 2. 

Fig. 2. Esemplari di salpe raccolta dai pescatori di Pilamare.

Le salpe sono organismi cosmopoliti, diffusi in gran parte degli oceani e mari del mondo, e tuttavia non comuni in Adriatico: si nutrono filtrando il fitoplancton presente nell’acqua marina.

La loro massiccia presenza riscontrata dai pescatori sin da inizio estate 2026 pone alcuni interrogativi :

  • Quali fattori potrebbero aver causato questa massiccia esplosione della popolazione di salpe nel 2026?
  • Esiste un nesso tra l’invasione delle salpe e le recenti ondate di calore? Resultati preliminari della rianalisi dei dati di SST (Sea Surface Temperature, temperatura superficiale marina) estratti dalla piattaforma satellitare Copernicus Marine Service indicano che la temperatura media nel giugno 2026 si attesta attorno ai 30°C, molto elevata se comparata alla media climatologica di 25°C. Si veda la Figura 3.
  • Quali potrebbero essere gli effetti di una tale proliferazione di organismi filtratori di fitoplancton sull’ecosistema adriatico?

Rispondere a queste domande potrebbe essere vitale per la sopravvivenza della piccola pesca ai pelagici nell’Adriatico: il consorzio di ALIENA sta lavorando con questo obbiettivo.

Fig. 3. Evoluzione della temperatura superficiale del mare (SST) media dell’area mostrata in Fig. 1 nel periodo primaverile-estivo. Nel giugno 2026 (si guardi la linea viola) è stato osservato un valore record prossimo ai 30°C, circa 5°C superiore alla media climatologica di 25°C (linea tratteggiata nera) calcolata sull’intervallo 2000-2026. (Elaborazione di dati satellitari acquisiti dal portale Copernicus Marine Service)

[1] https://www.rovigo.news/cambiamento-climatico-il-mare-si-ferma-invasione-di-organismi-gelatinosi-blocca-la-pesca-del-pesce-azzurro/