Pianificazione, regolazione e controllo delle attività di acquacoltura

Acquacoltura

Il nostro principale ambito applicativo è lo sviluppo di strumenti per la gestione ambientalmente ed economicamente sostenibile delle attività di acquacoltura.

Identificazione di AZA (allocated zone to aquaculture)

L’identificazione delle zone dello spazio marino destinate all’acquacoltura avrà un ruolo determinante per assicurare una crescita blu sostenibile.

A livello Europeo e Mediterraneo la selezione e la corretta gestione delle aree si inseriscono nel contesto della direttiva per la pianificazione dello spazio marino, che si sta attuando a livello di stati membri. 

Gli strumenti di analisi messi a punto, basati su dati satellitari, modelli matematici ed analisi multi-criteriale permettono di supportare i decisori nell’implementazione di questo complesso compito.

Pianificazione dello spazio marittimo

Dare spazio all'acquacoltura

Riduzione dei conflitti d'uso

Analisi multi-criteriale

Monitoraggio e valutazione della qualità ambientale

Questo servizio mira a valutare l’impatto dell’acquacoltura sia sulla colonna d’acqua che sui fondali.

Il rilascio di azoto e di materia organica, come particelle di cibo non ingerito e feci, produce nutrienti, ossia azoto e fosforo, portando a fenomeni di eutrofizzazione della colonna d’acqua e all’alterazione della composizione biogeochimica dei sedimenti superficiali.

Tali impatti possono causare stress alle popolazioni di alghe e alle comunità bentoniche. Questi, in genere, sono più rilevanti per gli allevamenti di pesci che per quelli di molluschi.

Abbiamo sviluppato una serie di strumenti che si basano su modelli matematici del tipo FiCIM per stimare gli impatti sopra citati in termini di:

Aumento di azoto e fosforo disciolti nella colonna d’acqua;

Aumento di sostanza organica nei sedimenti superficiali;

Rischio di anossia nei sedimenti superficiali;

Indicatori dello stato della comunità bentonica (ad es. AMBI).

I nostri modelli sono spaziali e dinamici, permettendo di valutare l’estensione delle aree maggiormente impattate in relazione a:

dati riguardo all’allevamento (alimentazione, composizione del cibo, densità dell’allevamento…)

temperatura dell’acqua

profondità

processi idrodinamici locali, da determinare con indagini in situ.

Questa informazione è utile sia per l’allevatore in fase di predisposizione dell’impianto, che per il decisore, che si trova ad affrontare il problema della concessione di nuove aree.